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C'e' una cosa se vogliamo “leggera” di questa tragica guerra, parlo di una situazione che ho piu' volte constatato lavorando in giro per il mondo nei villaggi turistici oppure facendo il viaggiatore per
diletto.
I giornalisti in Ucraina ma anche quelli in Polonia o Romania ai confini fermano la gente per strada, la quasi totalita' di chi e' sotto i 30 anni parla un fluente inglese, cosi' come buona parte di chi e' al di sotto dei 40 anni.
Provate a fare una prova fra le persone che conoscete voi in Italia in quelle fasce di eta', vi renderete conto di come la conoscenza dell'inglese e delle lingue in generale nel nostro paese rappresenta
una pura chimera.
E' vero che il popolo ucraino e' fondamentalmente giovane ma e'
impressionante vedere la padronanza dell'inglese che hanno quei ragazzi.
Certo internet ha fatto la sua parte, oggi se vuoi parlare con qualcuno al di fuori del tuo paese la conoscenza almeno
dell'inglese o dello spagnolo, se si ha a che fare col mondo latino, e' indispensabile.
Mentre con lo spagnolo, noi italiani, ce la caviamo con la similitudine di molti termini con l'inglese c'e' poco da inventare, o lo sai o non lo sai, invece la stragrande maggioranza di noi italiani
ha ricordi dell'inglese legati ai tempi della scuola; “The pen is on the table” giusto per capirci.
Ho lavorato in molto paesi dove con l'inglese risolvevi molte cose, ora da parecchi anni ho pochissime occasioni per parlarlo, giusto a Cuba quando incontro qualche amico canadese, mi piacerebbe rispolverarlo seriamente.
Lo spagnolo per me e' quasi una madrelingua mentre mastico un po' di francese, cosa normale se vivi a 75 km dai mangiarane.
Mi piacerebbe parlarlo bene.
In giro nei villaggi ma anche a Cuba ho potuto constatare la desuetudine italica nei confornti di differenti idiomi, mi e' capitato piu' volte di incontrare gente che al di fuori del proprio dialetto
arrancava anche solo con l'italiano, roba da fare invidia a Totò e Peppino che arrivano a Milano.
Forse aveva ragione che diceva
che prima che l'Italia bisognava fare gli italiani.
There is one thing if we want to be "light" about this tragic war, I am talking about a situation that I have repeatedly observed working around the world in tourist villages or being a traveler for
delight.
Journalists in Ukraine but also those in Poland or Romania at the borders stop people on the street, almost all of those under 30 speak fluent English, as well as most of those under 40 years.
Try to do a test among the people you know in Italy in those age groups, you will realize how the knowledge of English and languages in general in our country represents
a pure chimera.
It is true that the Ukrainian people are fundamentally young but they are
impressive to see the command of English that those guys have.
Of course the internet has done its part, today if you want to talk to someone outside your country at least knowledge
English or Spanish, if you have to do with the Latin world, it is indispensable.
While with Spanish, we Italians manage with the similarity of many terms with English there is little to invent, either you know it or you don't know it, instead the vast majority of us Italians
has memories of English related to school times; "The pen is on the table" just to understand.
I have worked in many countries where you solved many things with English, now for several years I have very few opportunities to speak it, just in Cuba when I meet some Canadian friends, I would like to brush it up seriously.
Spanish for me is almost a mother tongue while I chew a little French, which is normal if you live 75 km from the mangers.
I'd like to speak it well.
Around the villages but also in Cuba I was able to see the Italic desuetude in the confornti of different languages, it happened to me several times to meet people who outside their own dialect
he struggled even with only the Italian, stuff to make Totò and Peppino envy arriving in Milan.
Maybe he was right he said
that before Italy it was necessary to make Italians.