My second life #31 [IT-EN]

in Olio di Balena3 months ago


My second life
#31
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Una sera Luca scende a buttare la spazzatura, ma quando cerca di rientrare nella sua casa, al 20° piano di un palazzone di periferia, scopre che nel suo appartamento ci abita un'altra persona e che la sua vita, come era fino a qualche momento prima, non esiste più. Cominciano da questo momento per Luca nuove ed inaspettate avventure che si mischiano ai ricordi della sua vecchia vita.


L'albergo

La giornata volgeva già verso il termine, evidentemente la figlia della signora veniva a trovarla dopo il lavoro, l'ora precisa però non la conoscevo, perché avevo un orologio ma non avevo avuto il tempo e il modo di regolare l'ora. La sera avrebbe fatto freddo e io non avevo nessuna voglia di andare di nuovo fino ai palazzi con le scritte in alienese per dormire nel locale dei motori dell'ascensore.
L'unica cosa che mi venne in mente in quel momento fu uno scheletro che vedevo ogni mattina e ogni sera, quando prendevo il treno per andare in città. Dai finestrini del treno si vedeva questo scheletro di palazzo, si trovava in quello stato da una ventina d'anni, forse per il fallimento della società costruttrice o chissà per quale altro motivo, era lì così, la sola struttura, nel mezzo di un terreno incolto. Una sera avevo notato che dal piano terra di quella struttura si vedevano come dei bagliori. Sera dopo sera, guardando con attenzione avevo capito che nel mezzo di quel mostro di cemento e acciaio, senza muri perimetrali, ci abitava qualcuno.
Quei bagliori erano le luci di una televisione, davanti alla quale riconobbi almeno una decina di sagome. Decisi che quello poteva essere un posto dove nessuno ti chiedeva un documento, anche se non ero molto sicuro che mi avrebbero accolto a braccia aperte, immaginavo che almeno potessero capire il disagio di chi non ha documenti né soldi, di chi, come succedeva anche a me in quel momento, in pratica non ha nulla.
Il casermone non si trovava nemmeno molto in periferia, anzi, era a pochi chilometri dal centro della città, molto più centrale dell'appartamento dove vivevo, fino a un giorno prima, con Elena.
Prendere la metropolitana era un problema, per via dei tornelli, quindi cercai di capire come arrivare vicino a quella specie di albergo dei poveri con i mezzi di superficie, dove non era impossibile certo viaggiare senza biglietto. Sbagliai un paio di volte il tram e dovetti tornare anche indietro ma alla fine mi trovai a qualche centinaio di metri dalla costruzione mai finita che vedevo sempre dal treno.
La zona era tutta recintata, seguii la recinzione per tutto il suo svolgersi ma non trovai un punto dove fosse possibile entrare senza dover scavalcare con il rischio di farsi del male. Eppure io ci vedevo gente che guardava tranquillamente la televisione, da qualche parte c'era per forza un qualche posto dove passare.
Decisi di tornare indietro e guardare con maggiore attenzione ma arrivato all'inizio della recinzione ero nella stessa situazione. Notai però che la recinzione continuava in una piccola stradina laterale che non sembrava condurre da nessuna parte, con tanto di cartello di fondo chiuso.
Mi incamminai nella stradina, la recinzione non aveva punti deboli nemmeno da quella parte, anzi da un certo punto diventava un muro piuttosto alto e con cocci di vetro in cima.


...continua


One evening Luca goes down to take out the garbage, but when he tries to return to his house, on the 20th floor of a suburban building, he discovers that another person lives in his apartment and that his life, as it was until some moment before, it no longer exists. From this moment on, new and unexpected adventures begin for Luca, which mix with the memories of his old life.


The hotel

The day was already drawing to a close, evidently the lady's daughter came to see her after work, but I didn't know the exact time, because I had a watch but I hadn't had the time and the way to set the time. In the evening it would be cold and I had no desire to go back to the buildings with the signs in Alienese to sleep in the lift engine room.
The only thing that came to my mind at that moment was a skeleton that I saw every morning and every evening, when I took the train to go to town. From the train windows you could see this skeleton of the building, it had been in that state for about twenty years, perhaps due to the bankruptcy of the construction company or for whatever other reason, it was there like this, the only structure, in the middle of a land uncultivated.
One evening I noticed that from the ground floor of that structure you could see like flashes. Evening after evening, looking intently, I realized that someone was living in the middle of that monster of concrete and steel, without perimeter walls.
Those flashes were the lights of a television, in front of which I recognized at least a dozen silhouettes.
I decided that this could be a place where no one asked you for a document, even if I was not very sure that they would welcome me with open arms, I imagined that at least they could understand the discomfort of those who have no documents or money, of those, as it also happened to me at that time basically has nothing.
The barracks were not even much on the outskirts, on the contrary, it was a few kilometers from the city center, much more central than the apartment where I lived, until a day before, with Elena.
Taking the subway was a problem, because of the turnstiles, so I tried to figure out how to get near that kind of poor hotel by surface transport, where it was certainly not impossible to travel without a ticket.
I missed the tram a couple of times and even had to go back but in the end I found myself a few hundred meters from the never finished construction that I always saw from the train.
The area was completely fenced, I followed the fence throughout its development but I could not find a point where it was possible to enter without having to climb over with the risk of getting hurt. Yet I saw people there quietly watching television, somewhere there was necessarily a way to pass.
I decided to go back and look more carefully but when I got to the beginning of the fence I was in the same situation.
However, I noticed that the fence continued into a small side street that didn't seem to lead anywhere, complete with a closed sign at the bottom.
I walked down the street, the fence had no weak points even on that side, indeed from a certain point it became a rather high wall with shards of glass on top.


...continua