My second life #32 [IT-EN]

in Olio di Balena4 months ago


My second life
#32
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Una sera Luca scende a buttare la spazzatura, ma quando cerca di rientrare nella sua casa, al 20° piano di un palazzone di periferia, scopre che nel suo appartamento ci abita un'altra persona e che la sua vita, come era fino a qualche momento prima, non esiste più. Cominciano da questo momento per Luca nuove ed inaspettate avventure che si mischiano ai ricordi della sua vecchia vita.


L'albergo

Valutai che in ogni caso era preferibile arrivare fino in fondo, per non dover poi rimuginarci sopra ed essere costretto a ritornarci più tardi.
La scelta si rivelò azzeccata, in fondo, infatti, la stradina confinava con la ferrovia, anche se i binari erano piuttosto distanti e uno dei divisori in cemento tra la strada e la ferrovia era stato spaccato quel tanto da poterci passare. Superai il divisorio e mi trovai nella zona della ferrovia che confinava con il terreno dove si trovava il palazzo fantasma senza che in mezzo ci fossero reti, muri o altro.
Tra me e lui solo terreno incolto, disseminato di rifiuti e sporcizia di tutti i tipi. Nel frattempo si stava facendo sera e dovevo camminare con grande attenzione, un passo alla volta, per essere sicuro di dove andavo a mettere i piedi. Siringhe, cocci di bottiglia, c'era tutto il necessario per farsi del male e ovviamente dopo il tramonto la zona era quanto di più buio si possa trovare in una grande città, quindi non era completamente impossibile vedere, ma occorreva comunque fare molto attenzione.
Impiegai quindi un tempo che mi sembrò immenso, mentre facevo sempre più fatica a vedere a pochi passi, non potevo però sbagliarmi su dove si trovasse il casermone mai finito.
Era una presenza enorme e inquietante, una sagoma che si faceva, via via che mi avvicinavo, più minacciosa. Arrivai nel punto dove iniziava la base di cemento di quello che sarebbe dovuto essere, una volta terminato, il piano terra del grande edificio.
Rispetto al terreno però risultava rialzato di oltre due metri, da lontano non si riusciva a capire e avvicinandomi avevo guardato quasi sempre a terra e lanciavo rapidi sguardi allo scheletro del palazzo solo per assicurarmi di andare nella giusta direzione.
Non ero sicuro che fosse inaccessibile per tutto il perimetro, da quella parte comunque era quasi impossibile salire fino a quello che era il piano terra, al centro del quale avevo visto dal treno qualcuno che guardava la televisione. Malgrado l'oscurità mi resi conto che dovevo per forza costeggiare tutto il perimetro e cercare il punto giusto dove poter entrare, il modo come avevo superato la barriera della recinzione mi aveva insegnato a non perdermi d'animo perché da qualche parte ci doveva essere un qualche tipo di ingresso più agevole.
Costeggiai l'edificio procedendo verso destra, dopo una ventina di metri arrivai all'angolo e continuai sempre rasente a quel muro completamente liscio e senza aperture.
Teso nel mio sforzo non mi accorsi che qualcuno mi raggiungeva da dietro e mi ritrovai come un salame, con la faccia a terra, un braccio girato al contrario e qualcuno seduto sopra di me a bloccarmi. Mi aveva preso completamente alla sprovvista, non avevo sentito nessun rumore o forse non ci avevo fatto caso.


...continua


One evening Luca goes down to take out the garbage, but when he tries to return to his house, on the 20th floor of a suburban building, he discovers that another person lives in his apartment and that his life, as it was until some moment before, it no longer exists. From this moment on, new and unexpected adventures begin for Luca, which mix with the memories of his old life.


The hotel

I judged that in any case it was preferable to go all the way, so as not to have to mull over it and be forced to return later.
The choice turned out to be spot on, in fact, after all, the road bordered the railway, even if the tracks were quite distant and one of the concrete dividers between the road and the railway had been split just enough to pass through.
I passed the partition and found myself in the area of ​​the railway that bordered the land where the phantom palace was, with no nets, walls or anything in between.
Between him and me only wasteland, littered with rubbish and dirt of all kinds. In the meantime it was getting dark and I had to walk very carefully, one step at a time, to be sure where I was going to put my feet.
Syringes, shards of bottles, there was everything you need to harm yourself and obviously after dark the area was as dark as you can find in a big city, so it wasn't completely impossible to see, but you still had to be very careful.
I therefore took a time that seemed immense to me, while I was finding it more and more difficult to see a few steps away, but I could not be wrong about where the never-finished barracks were.
It was a huge and disturbing presence, a shape that became, as I got closer, more threatening.
I arrived at the point where the concrete base of what should have been, once finished, the ground floor of the large building began.
Compared to the ground, however, it was raised by more than two meters, from a distance it was not possible to understand and approaching it I had almost always looked at the ground and launched quick glances at the skeleton of the building just to make sure I was going in the right direction.
I was not sure if it was inaccessible for the whole perimeter, from that side it was almost impossible to go up to what was the ground floor, in the center of which I had seen someone watching television from the train.
Despite the darkness I realized that I had to go around the entire perimeter and look for the right place to enter, the way I had overcome the barrier of the fence had taught me not to lose heart because somewhere there had to be a some kind of easier entry.
I skirted the building and proceeded to the right, after about twenty meters I reached the corner and continued always close to that completely smooth wall without openings.
Tense in my effort I did not notice that someone was reaching me from behind and I found myself like a salami, with my face on the ground, one arm turned backwards and someone sitting on top of me to block me.
He had taken me completely off guard, I hadn't heard any noise or maybe I hadn't noticed.


...continua