NBA Playoff: tra covid e Black Lives Matter, ricordando Kobe Bryant

in #hive-1466202 months ago

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In this very strange 2020, in many ways tragic, even the NBA season is entering its final phase, a phase that is then the most beautiful for fans of this wonderful league.
It has been a dramatic year for all the fans in the world who follow the exploits of their favourites.
It has been even more so for those who play and work in that league.
The death of Kobe Bryant had shaken the entire NBA from the foundations, throwing every single player into total pain. A 20 years long career and an unparalleled impact in and out of the field, had made the "Black Mamba" a living icon.
It was January 26th and no one could have imagined that this would only be the initial news of a newspaper that would be full of tragedies from then on.
We Italians, we Europeans had to deal "only" with the pandemic, an emergency that we have lived through for over 3 months and that we can now manage more or less easily thanks to prompt and targeted interventions to protect public health.
In America the situation has not been so contained, so marginalized.
President Trump's management (or rather, non-management) has been watered down on all sides. Delays, shyness, arrogant indecision have allowed the virus to reach every corner of the country and claim tens of thousands of victims. To this has been added a collapse of employment (at totally absurd levels compared to ours) and a more marked social unease.
The social revolt has taken over due to the explosion of new cases of brutality and murder by the police against the African-American community.
The result was deflagrant, with the Black Lives Matter movement finally reaching enormous proportions in numerical terms and capturing the world's attention.
I say this to allow you to contextualize things that went through the minds of champions like Harden, Lebron James, Kawhi Leonard, Kyle Lowry, Jason Tatum, Luka Doncic, Antetokoumpo, when the NBA decided to lock them inside the Orlando "bubble" and resume competition.
Many players refused, for fear of contracting covid 19, others agreed to play, also to launch a restart message accompanied by a campaign in favor of the African American movement Black Lives Matter.
It will be said, as good guys as we all are, that "these people earn millions of dollars a year".
Exactly. People.
Not machines.
Each of them had a different emotional impact (look at the Ilicic case in our Atalanta). This was seen on the field, with some champions who failed the playoff appointment even for a clear sign of mental emptiness and fear in resuming normal existence.
Pascal Siakam and Antetokoumpo are very clear cases, but also Harden and Westbrook, Embiid and Simmons, have often seemed lost.
Thus we arrive at the conference finals that will see an unpronounceable Miami - Boston on one side and a Lakers against the winning Clippers - Denver (3-2 at the moment).
This could be the first conference final in the history of the Clippers.
Despite everything, however, we are witnessing a sporting miracle, with very balanced and agonistically exceptional series.
The series between Boston and Toronto ended in race 7 and with emotions and reversals until the last second.
Van Vleet and Lowry threw their hearts over the hurdle, risking to bring to the final a team that, although defending champion, nobody even gave to the playoffs after the departure of Kawhi Leonard.
And it is Kawhi Leonard who is pushing the Clippers to the finals, despite a devastating Murray-Jokic couple at home in Denver.
Surprising the 4-1 in Miami against MVP Antetokoumpo's favorite Bucks. At the beginning of the season Miami was given as a nice young team that would reach the playoffs.
Who is no longer surprising, or perhaps more surprising than all the others is His Majesty Lebron James, who dragged his Lakers to a very comfortable 4-1 against the very strong (on paper) Houston Rockets.
An LBJ perennially at triple double altitude, who showed a resounding basket omnipotence. From him we received with the same ease images of a basket GOD able to crush and pull from 3 with the same ease with which he gave incredible assists and collected rebounds at high altitude. All this at 36 years old now.
Hard to say who will win.
The impression is that Jason Tatum is going through a magical and deeply maturing period, despite being only 22 years old and that LBJ is destined to dominate again.
But Miami and Clippers are the most compact and deep-seated teams in the league.
Who will prevail?


In questo stranissimo 2020, per molti versi tragico, anche la stagione NBA si avvia alla sua fase conclusiva, una fase che è poi quella più bella per gli appassionati di questa meravigliosa lega.
E' stato un anno drammatico per tutti i fan che nel mondo seguono le gesta dei loro beniamini.
Lo è stato ancor di più per chi in quella lega gioca e lavoro.
La morte di Kobe Bryant aveva scosso dalle fondamenta tutta la NBA, gettando nel dolore totale ogni singolo giocatore. Una carriera lunga 20 anni ed un impatto dentro e fuori dal campo senza pari, avevano fatto del "Black Mamba" un'icona vivente.
Era il 26 gennaio e nessuno poteva immaginare che quella sarebbe stata solo la news iniziale di un giornale che sarebbe stato ricco di tragedie di li in poi.
Noi italiani, noi europei abbiamo dovuto fare i conti "solo" con la pandemia, un'emergenza che abbiamo vissuto sulla nostra pelle per oltre 3 mesi e che adesso riusciamo a gestire più o meno facilmente grazie ad interventi pronti e mirati che tutelassero la salute pubblica.
In America la situazione non è stata cosi contenuta, cosi marginalizzata.
La gestione (o meglio la non gestione) del presidente Trump ha fatto acqua da tutte le parti. Ritardi, ritrosie, arroganti indecisioni hanno permesso al virus di raggiungere ogni angolo del paese e mietere decine di migliaia di vittime. A questo si è aggiunto un crollo dell'occupazione (a livelli totalmente assurdi rispetto ai nostri) ed un disagio sociale semppre più marcato.
La rivolta sociale ha preso il sopravvento a causa dell'esplosione di nuovi casi di brutalità e omicidi da parte delle forze dell'ordine nei confronti della comunità afroamericana.
Il risultato è stato deflagrante, con il movimento Black Lives Matter che ha finalmente raggiunto proporzioni enormi in termini numerici e catturato l'attenzione mondiale.
Dico questo per permettervi di contestualizzare cose sia passato nella testa di campioni come Harden, Lebron James, Kawhi Leonard, Kyle Lowry, Jason Tatum, Luka Doncic, Antetokoumpo, quando la NBA ha deciso di chiuderli dentro la "bolla" di Orlando e riprendere la competizione.
Molti giocatori si sono rifiutati, per paura di contrarre il covid 19, altri hanno accettato di giocare, anche per poter lanciare un messaggio di ripartenza accompagnato da una campagna in favore del movimento afroamericano Black Lives Matter.
Si dirà, da buoni qualunquisti quali siamo tutti, che "queste persone guadagnano milioni di dollari all'anno".
Esatto. Persone.
Non macchine.
Ognuno di loro ha avuto un impatto emotivo diverso (guardate il caso Ilicic nella nostra Atalanta). Questo si è visto sul campo, con alcuni campioni che hanno fallito l'appuntamento playoff anche per un chiaro segnale di vuoto mentale e di paura nel riprendere la normale esistenza.
Sono dei chiarissimi casi Pascal Siakam ed Antetokoumpo, ma anche Harden e Westbrook, Embiid e Simmons, sono sembrati spesso spaesati.
Si arriva cosi alle finali di conference che vedranno un impronosticabile Miami - Boston da un lato ed un Lakers contro la vincente tra Clippers - Denver (3-2 al momento).
Potrebbe essere la prima finale di conference della storia dei clippers.
Nonostante tutto, però, stiamo assistendo ad un miracolo sportivo, con delle serie molto equilibrate e agonisticamente eccezionali.
La serie fra Boston e Toronto è finita a gara 7 e con emozioni e ribaltamenti fino all'ultimo secondo.
Van Vleet e Lowry hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo, rischiando di portare in finale una squadra che, seppur campione in carica, nessuno dava neppure ai playoff dopo la partenza di Kawhi Leonard.
Ed è proprio Kawhi Leonard che sta spingendo i Clippers verso le finali, nonostante una coppia Murray-Jokic devastante in casa Denver.
Sorprendente il 4-1 di Miami contro i favoritissimi Bucks del MVP Antetokoumpo. Ad inizio stagione Miami era data come una bella squadra giovane che avrebbe raggiunto i playoff.
Chi non soprende più, o forse sorprende più di tutti gli altri è sua maestà Lebron James, che ha trascinato i suoi Lakers ad un comodissimo 4-1 contro i fortissimi (sulla carta) Houston Rockets.
Un LBJ perennemente in quota tripla doppia, che ha manifestato un'onnipotenza cestistica clamorosa. Da lui abbiamo ricevuto con la stessa facilità immagini di un DIO cestistico capace di schiacciare e tirare da 3 con la stessa facilità con la quale elargiva assist incredibili e raccoglieva rimbalzi in alta quota. Il tutto a 36 anni oramai in arrivo.
Difficile dire chi vincerà.
L'impressione è che Jason Tatum stia vivendo un periodo magico e di profonda maturazione, nonostante abbia solo 22 anni e che LBJ sia destinato a dominare ancora.
Miami e Clippers sono però le squadre più compatte e profonde della lega.
Chi avrà la meglio?

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