Ritorno alla vita 2 pt.1

in Olio di Balenalast month

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La pioggia continuava a battere incessante sui vetri delle finestre della casa.

La sera arrivava sempre molto presto e con il buio la tristezza e l'amarezza sembrava per Mara ancora più intensa.

Nonostante la casa fosse molto accogliente ed il fuoco nel camino ardesse con vigore, Mara non ne sentiva il tepore e violenti brividi le attraversavano il corpo.

Erano trascorsi due mesi, due interminabili mesi da quel giorno che la sua vita era stata sconvolta come un uragano che in un giorno di sole si abbatte su un giardino pieno di fiori e li distrugge senza nessuna pietà lasciando intorno solo desolazione.

Mara seduta sulla sedia a dondolo fissava senza vedere il giardino che circondava la sua casa.

Improvvisamente si alzò e si diresse al piano di sopra pensando che un bagno caldo forse l'avrebbe aiutata ad uscire da quell'apatia in cui era caduta in quei due mesi di vita solitaria.

Il bagno era molto particolare, sembrava uscito dalle pagine di un giornale, o da un'esposizione alla fiera.

Le pareti erano di un giallo molto caldo, come la moquette, i sanitari invece erano color castoro, gli asciugamani riportavano la stessa tonalità di giallo e i disegni richiamavano il color castoro dei sanitari, le tendine erano deliziose, davano molta allegria, ma non era così.

Mara aprì il rubinetto dell'acqua e mentre riponeva sul bordo della vasca un flacone di bagno schiuma, pensò come doveva essere dolce lasciarsi scivolare lentamente in quell'acqua calda ed accogliente in un abbraccio senza fine.

Cominciò a spogliarsi con gesti lenti posando man mano i suoi indumenti su una sedia e con un gesto di tenerezza sfiorò le foglie del papiro che sembrava volessero sfiorarle il corpo nudo, una lacrima scivolò lentamente sulla guancia gelata ed un singhiozzo uscì dalla sua bocca, poi scoppiò a piangere.

Cercò di asciugarsi le lacrime, che invano continuavano a scorrere copiose.

Improvvisamente alzò la testa, le sembrava che qualcuno chiamasse il suo nome, il cuore le balzò in gola e si fece più attenta.

No, non era possibile, eppure erano trascorse parecchie settimane da quando il suo medico con accurate sedute era riuscito a convincerla che quelle voci, quei rumori, quelle sensazioni improvvise che sentiva erano frutto della sua mente scossa dagli avvenimenti recenti, non era possibile, doveva pensare ad altro.

Con un gesto meccanico accese il registratore ed una musica allegra cominciò a diffondersi nella stanza.

Lentamente si immerse nell'acqua e lasciò che quel caldo abbraccio lenisse la sua angoscia.

Pazza, sono pazza, ripete abbassando le palpebre esausta.

Mara appoggiò una mano sul bordo della vasca per non scivolare, dentro di lei sapeva che, se non fosse uscita al più presto dall'acqua sarebbe successo qualcosa di irrimediabile.

Sentiva come se il suo corpo galleggiasse nell'acqua, ma nel contempo qualcosa la attirava giù, sempre più giù, come un oceano che ti travolge e tu non riesci a riemergere sprofondando sempre più nelle profondità più buie.